perdipiù chiacchiere
scoop 4
Non l'avremmo mai creduto, ma sono gli effetti di una guerra che non c'é (opinione inveratebrata del presidente della Repubblica): l'Italia si è impegnata con i ribelli libanesi a mandare in loro aiuto una diecina di esperti militari.
La notizia l'ha avuta anche Gheddafi che non ha voluto essere da meno del Governo italiano e ha deciso di mandare ai nribelli italiani un eguale apporto di esperti militari e ha mandato a Bersani una squadra di esperti in guerriglia (può sempre essere utile).
Il capo dei ribelli italiani (il feroce Bersani) non sapeva dove metterli. Essendo stati rifiutati a Firenze si è rivolto a Torino. Ma Fassino dormiva e non ha quindi dato alcuna risposta alla richiesta del capo. Questi ha considerato il silenzio come assenzo e gli ha mandato gli istruttori di guerriglia.
Lo ha saputo Di Pietro il quale ha spiegato che spettavano a lui. Chi altri, infatti, è il più coraggioso, pappone, mangione, coerente, santo guerrigliero? Gheddafi ha assicurato che manderà una diecina di alieni nei prossimi giorni.
______________scoop 3______________
Il Presidente padano
Perchè 150 anni di unità d'Italia?
Ruggero Guarini con una simpatica lettera pubblicata il 10 gennaio su IL Tempo invitava il Presidente Napolitano a citare nei suoi pluriquotidiani discorsi per l'unità d'Italia Gramsci, Salvemini, Chiaromonte, uomini di sinistra, comunisti e socialisti, che alle vicende del 1861 facevano riferimento per indicare il momento dell'oppressione savoiarda sul Meridione d'Italia e dell'affamamento delle popolazioni contadine.
Sarebbe stato da attendersi una secca risposta di Napolitano e la dimostrazione delle ragioni obbiettive per cui nascondere la verità. Ma Napolitano, forzando l'impeto che lo spinge, ha taciuto.
Il nostro informatore ci ha spiegato il perché: il Presidente è affiliato alla Lega con l'impegno di favorire l'attuazione del federalismo fiscale in modo da aiutare il nord padano in danno del sud (razza maledetta, come diceva Cavour). In cambio la Lega gli fa avere il filtro magico del ringiovanimento e gli garantisce la rielezione per almeno altre due volte. Chissà...?
La nota di Gustavo
BR e PM
Il cittadino Giorgio Napolitano, nella qualità di presidente del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) ha scritto una rovente lettera aperta al suo vice, e quindi a se stesso, per indignarsi della lesa sacralità dei magistrati ad opera del manifesto apparso a Milano che invita a mandare via dalle procure della Repubblica i brigatisti rossi.
Ci sembra che il presidente della Repubblica non sia posto a presidemte del C.S.M. allo scopo edi tutelare la sacralità del ministerio giudiziario, per la quale provvedono abbondantemente l'associazione magistrati e la procura di Milano, ma piuttosto a garanzia dei cittadini per il pericolo di abuso degli ampi poteri di cui i magistrati dispongono.
Di tutti gli abusi dei quali possono essere tentati, quello più grave è l'eversione, cioè la condotta diretta a rovesciare lo Stato costituzionale.
Il manifesto di Milano, nella sua rozza provovazione, denuncia la presenza di eversori tra i magistrati delle procure. Compito, pertanto, del presidente del C.S.M. più che di indignarsi è forse quello di avviare, senza clamori e lettere aperte, ma con cautela ed efficacia, l'organo di controllo e di autogoverno agli accertamenti necessari ad escludere che una denuncia di tale gravità possa avere un sia pur minimo riscontro.
L'indignazione inoperosa, invece, non può che rafforzare la diffusa convinzione che i magistrati costituiscano una casta di intoccabili co me le vacche sacre.
Peccato: il cittadino Giorgio Napolitano questa volta non ci ha proprio convinto.
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Il 2011 l'unità d'Italia compie sessanta anni
chiediamo le dimissioni di Napolitano
da Presidene della Repubblica Italiana
Per vecchia abitudine servile è diffuso il comportamento di
Qui c'era un file che doveva dare fastidio a qualcuno e che perciò è stato cancellato. Non si può cancellare però che il popolo italiano si è identificato come nazione il 2 giugno 1946 quando per la prima volta si è espresso liberamente con voto universale. Il 2 giugno 2011 festeggeremo i sessanta anni dell'unità d'Italia, di questa Italia repubblicana con i valori della Resistenza.
Non si può neanche cancellare che il 27 marzo 2011 il presidente di questa Repubblica andrà a rendere omaggio alla tomba di Vittorio Emanuele II. Il napoletano Napolitano renderà omaggio all'uomo che, secondo Salvemini, ha assassinato Napoli. Se questi sono i suoi ideali faccia pure, ma dopo si dimetta.